Buonvicino: un Paradiso tra Mare e Monti!
Il borgo di Buonvicino nacque intorno alla fine del 1200 dall’unione di tre distinti poli abitativi: Salvato, Tripidone e Trigiano. I primi due, di origine ellenica, sorgevano arroccati sulla parete rupestre dello Stretto, il terzo era stato edificato dai romani nell’attuale territorio di Belvedere Marittimo. I tre insediamenti furono inizialmente protagonisti di faide interne, fin quando l’imperatore Michele IV di Costantinopoli diede le terre e i coloni di Trigiano a san Ciriaco, abate del monastero di Santa Maria dei Padri. Da quel momento i rapporti tra le comunità mutarono. Il monastero fu poi nominato eparchia, divenendo punto di riferimento per gli abitanti dei tre nuclei abitativi, dando vita a un nuovo borgo, che secondo gli storici esisteva da prima del 1327 con il nome di “buoni vicini” o “buono vicino” e che poi, per una crasi linguistica, divenne Bomvicino, Bombicino e Bonivicini. In periodi diversi il paese fu conosciuto per la produzione di zucchero, seta e cedro. Dal 1400 fino al 1700 si lavorava uno zucchero di ottima qualità. La produzione andò scemando dopo la scoperta delle barbabietole (1747) che sostituì la canna da zucchero. Tra le personalità più illustri che devono i propri natali a Buonvicino si ricorda San Ciriaco (950-1050 d.C.) originario di Tripidone, uno dei casali dai quali nacque Buonvicino. La sua fama raggiunse anche Costantinopoli, dove fu chiamato per curare l’imperatore Michele IV. Altro personaggio degno di essere ricordato è Ippolito Cavalcanti, nato nel 1787, duca di Buonvicino. Si trasferì a Napoli come consulente culinario dei Borboni e fu autore di un libro di cucina molto ricercato dagli appassionati di gastronomia che raccoglieva circa mille ricette. Nelle edizioni del 1837 e del 1848 il ricettario era scritto in puro dialetto buonvicinese.